Rimozione amianto in Sicilia

Rimozione amianto in Sicilia

La nostra ditta si occupa di smaltimento e rimozione amianto, l’amianto può trovarsi sottoforma di coperture o peggio nei serbatoi per acqua potabile.

Il rischio è alto, ancora di più la rimozione fai-da-te, la polvere d’ amianto oltre ad essere notoriamente cancerogena è anche molto volatile, per questo nelle nostre operazioni indossiamo sempre, tuta di protezione, copriscarpe o stivali di gomma, guanti da lavoro, protettori delle vie respiratorie.

La bonifica dei siti può avvenire in tre modi:

Tramite  rimozione, si elimina direttamente l’amianto e quindi la parte cancerogena;
Tramite  incapsulamento, si impregna l’amianto(soprattutto le coperture) con dei materiali che lo  penetrano e lo ricoprono evitando che si sfaldi.
Tramite  confinamento, si installano delle protezioni atte ad isolare il sito contaminato.

In  Sicilia  il problema è molto sentito anche per questo siamo attrezzati per lavorare in tutto il territorio.

Contattateci per una consulenza, saremo ben lieti di proporvi soluzioni ideali alle vostre esigenze.

Amianto dove trovarlo

Amianto dove trovarlo

QUESITO:
Da parecchio tempo sento parlare di amianto, addirittura ho sentito dire che si può trovare anche nei vagoni ferroviari. Ma in realtà dove è possibile trovarlo in uso?

RISPOSTA:
Gentile lettore, spesso si sente parlare di amianto come un materiale pericoloso, ma raramente si ha occasione di approfondire la nostra conoscenza di questo minerale abbastanza diffuso e, fino a qualche tempo fa, molto utilizzato. La sua nocività dipende dalla possibilità di liberare fibre. E’ importante, pertanto, controllare lo stato di conservazione di tutti i materiali contenenti amianto (ad esempio: l’eternit è amianto legato in matrice cementizia) e tutte quelle utilizzazioni industriali dove è stato impiegato direttamente per le sue caratteristiche antifiamma e fonoassorbenti.
Di seguito intendo fornire alcune informazioni di base per capire che cos’è l’amianto e come ci si deve comportare quando riscontriamo la sua presenza.
L’amianto o asbesto è un minerale (un silicato) con struttura fibrosa utilizzato fin da tempi remoti per le sue particolari caratteristiche di resistenza al fuoco e al calore. E’ presente naturalmente in molte parti del globo terrestre e si ottiene facilmente dalla roccia madre dopo macinazione e arricchimento, in genere in miniere a cielo aperto. E’ composto da due grandi famiglie: il serpentino (il principale componente è il CRISOTILO o amianto bianco) e gli anfiboli (i più noti sono l’AMOSITE o amianto grigio e la CROCIDOLITE o amianto blu).
L’amianto è stato utilizzato massicciamente nell’industria, nell’edilizia e nei trasporti.
Nell’industria:
Materia prima per produrre molti manufatti e oggetti;
Isolante termico negli impianti (es. centrali termiche e termoelettriche, industria chimica, siderurgica, vetraria, ceramica e laterizi, alimentare, distillerie, zuccherifici, fonderie) Come isolante termico negli impianti a bassa temperatura (es. impianti frigoriferi, impianti di condizionamento);
Isolante termico e barriera antifiamma nelle condotte per impianti elettrici;
Materiale fonoassorbente.
In edilizia:
Nelle centrali termiche o nei garage degli edifici (anche di civili abitazioni) come materiale spruzzato su travi metalliche o in cemento armato, sui soffitti, come componente delle coppelle che ricoprono le tubazioni che trasportano fluidi caldi dalle caldaie (es: acqua di riscaldamento)
Nelle coperture di edifici industriali o civili sotto forma di lastre ondulate o piane in cemento – amianto (eternit);
Nelle pareti divisorie o nei pannelli in cemento – amianto dei soffitti di edifici prefabbricati (es.: scuole e ospedali);
Nelle canne fumarie in cemento – amianto;
Nei serbatoi e nelle condotte in cemento – amianto per l’acqua;
Nei pavimenti in vinil – amianto (linoleum);
In ambiente domestico in alcuni elettrodomestici di vecchia produzione tipo asciugacapelli, forni, stufe, ferri da stiro, nelle prese e guanti da forno e nei teli da stiro, nei cartoni posti a protezione di stufe, caldaie, termosifoni, tubi di evacuazione fumi.
Nei trasporti:
Per rivestire con materiale isolante treni, navi e autobus;
Nei freni e nelle frizioni, negli schermi parafiamma, nelle guarnizioni, nelle vernici e mastici “antirombo”.
Per una corretta informazione mi permetto di accennare anche quali sono i rischi per la salute dovuti all’uso dell’amianto. Essi derivano dal possibile rilascio di fibre microscopiche dai materiali all’ambiente. Queste fibre disperse in aria possono essere inalate dall’uomo e le malattie che ne conseguono sono pertanto associate all’apparato respiratorio. L’amianto è stato riconosciuto come un cancerogeno certo per l’essere umano. I materiali più pericolosi sono quelli che rilasciano facilmente le fibre in aria e cioè quelli friabili, mentre molto più difficilmente le fibre sono cedute dai materiali compatti.
Mai intervenire direttamente su materiali friabili sospetti. Anche in presenza di materiali compatti è necessario effettuare o far effettuare una valutazione sul loro stato di conservazione e manutenzione. Se è necessario bisogna ricorrere a forme di bonifica.

Bonifica sito

Bonifica sito

QUESITO:
Mia figlia come parecchi altri bambini giocano in un’area ove nell’immediata prossimità vi è una struttura con la copertura un eternit. Come possiamo fare per richiedere e ottenere la rimozione e quindi la bonifica? Siamo molto preoccupati per la salute dei nostri bambini, difatti, a giudizio di un gruppo di genitori, la copertura si presenta in pessime condizioni di conservazione.

RISPOSTA:
Bisogna fare una premessa: “La presenza di materiali costituiti da amianto non è di per sé pericolosa”. Difatti, se il materiale è in buone condizioni è molto improbabile che rappresenti un rischio per la salute e pertanto è inopportuna la bonifica. Al contrario, quando le superfici di eternit divengono friabili al tatto e iniziano a sfaldarsi, a causa dell’azione di agenti esterni come la pioggia o gli urti, è NECESSARIO e OBBLIGATORIO per legge RIMUOVERLE. Infatti, in questo caso, si sprigionano particelle di amianto, ovvero fibre di amianto, altamente dannose per la salute dei cittadini. Quindi, bisogna verificare se la copertura è realmente deteriorata. Quest’ultima operazione può farla solamente del personale altamente specializzato e con esperienza nel settore, oppure, dal personale dell’Azienda Sanitaria Provinciale o della sezione provinciale dell’ARPA competenti per il territorio.
I proprietari degli immobili contenenti eternit, ovvero amianto, sono tenuti alla segnalazione all’ASP (articolo 12 della legge 257/1992, comma 5), che provvede ad un censimento dei siti con presenza di amianto e valuta la pericolosità del sito. Rimane inteso che l’eventuale costo della rimozione è a totale carico del proprietario dell’immobile (articolo 12 della legge 257/1992, comma 3).
Per costringere il soggetto obbligato in solido, ovvero il proprietario alla rimozione dell’amianto, basta presentare una denuncia presso l’Azienda Sanitaria Provinciale, la Polizia Provinciale o i Vigili Urbani del Comune competente. Questi, provvederanno ad effettuare un sopralluogo e diffidare il proprietario alla rimozione. Quest’ultimo, potrà verificare la consistenza dell’amianto e quindi rimuoverlo, oppure, se questo è in buone condizioni, potrà far redigere un documento che comprovi l’integrità e posticipare di qualche periodo la bonifica. In alternativa è possibile effettuare il confinamento, ovvero la fornitura e posa in opera di materiali incapsulanti che inibiscono alle fibre di amianto la dispersione nell’area circostante.
Nella speranza di essere stato abbastanza chiaro e coinciso, auguro una buona lettura a tutti.

Realizzare un fabbricato come pertinenza

Realizzare un fabbricato come pertinenza 

QUESITO:
Salve, sono Marco F., abito in un fabbricato di mq 98,00, insistente su un terreno di mq 800,00 che ricade in una zona periferica e residenziale di Caltagirone, con precisione in contrada Collegiata. Il mio desiderio è quello di realizzare un piccolo fabbricato da utilizzare come legnaia per il camino installato dentro casa, in quanto ogni volta devo coprire la legna con un telo. Inoltre vorrei realizzare un piccolo barbecue sempre dentro lo stesso fabbricato. Grazie anticipatamente per la risposta.

RISPOSTA:
Gentile Marco F., Le comunico che il Suo desiderio si può concretizzare, in quanto il Piano Regolatore Generale di Caltagirone, al comma 10 dell’articolo 18 – Interventi relativi a pertinenze e all’impianto di prefabbricati, recita: “Non costituiscono volume, ne determinano distanza dai confini e dai fabbricati, le pertinenze che non hanno incidenza ai fini urbanistici, quali le pergole, i gazebo, i forni e i barbecue, le legnaie a servizio di forni e camini domestici, i ricoveri per animali domestici e da cortile, nonché tettoie se coperte con teli, canne o con manto di tegole appoggiate su una semplice orditura in legno o di tavolato e priva di materiali impermeabilizzanti e coibenti”. Di conseguenza, secondo quanto anzidetto e rispettando alcuni parametri tecnici, è possibile realizzare una legnaia con relativo barbecue ed inoltre, secondo lo stesso articolo anzidetto, tutto ciò non costituisce distanza né dal confine né da altri fabbricati. Ne consegue che può posizionare il suo nuovo fabbricato da destinare a pertinenza del suo immobile principale, anche a distanza inferiore di m 7.50 dal confine o a m 15.00 da altri fabbricati. Considerando che vuole realizzare anche il barbecue, le consiglio comunque di porre attenzione ad alcuni aspetti, quale la canna fumaria. Difatti, sempre il Regolamento Edilizio Comunale, recita:”Le canne fumarie devono essere prolungate per almeno un metro al di sopra del tetto o terrazza; la fuoriuscita di fumi deve verificarsi a non meno di m 10,00 da qualsiasi finestra a quota uguale o superiore. Le canne fumarie non possono essere esterne alle murature o tamponature se non costituenti una soddisfacente soluzione architettonica, né possono essere contenute in pareti interne confinanti con stanze di abitazione. Canne fumarie e fecolai devono essere realizzate, quando è possibile e le condizioni delle sviluppo della proprietà nei vari piani lo consentono, all’interno dell’unità edilizia e comunque negli spazi di pertinenza interni alle unità edilizie (chiostrine, cortili, ecc.). Particolare cura va posta negli interventi relativi alle opere a carattere monumentale e di rilevante qualità architettonica”. Ed infine ultimo aspetto che bisogna attenzionate è la riserva idrica, in quanto i serbatoi dell’acqua vanno collocati in modo da non essere visibili sul fronte strada e comunque all’interno dei volumi degli edifici, nei sottotetti o sui terrazzi in modo che non superino la quota del relativo parapetto in muratura.

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    Bonifica dei siti inquinati

    Bonifica dei siti inquinati 

    CALTANISSETTA – Si è concluso sabato 20 giugno il corso d’aggiornamento inerente la bonifica dei siti inquinati, iniziato mercoledì 17, tenutosi presso l’Auditorium “G. Bufalino” del Liceo Scientifico Statale, organizzato da A.R.E.A. con il patrocinio della Regione Siciliana, della Provincia di Caltanissetta, dell’A.R.R.A. e dell’A.R.P.A. Sicilia, nonché dei vari Ordini e Albi professionali. Il corso a cui ho avuto il piacere di partecipare, tendeva ad informare e aggiornare sulla procedura della bonifica dei siti inquinati, secondo un approccio pratico e applicativo. Difatti, dopo una introduzione sulla normativa nazionale ed europea, sono stati evidenziati gli aspetti relativi alla caratterizzazione ed alla messa in sicurezza, illustrando con casi di studio le esperienze dei docenti in varie situazioni industriali, regionali e nazionali. Diversi i docenti di fama nazionale, dall’Ing. F.G.A. Vagliasindi dell’Università di Catania – Dipartimento d’Ingegneria Civile e Ambientale all’Prof. Petrangeli Papini dell’Università “La Sapienza” di Roma, dal Geologo M. Mendola del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio al Geologo A. Di Lorenzo dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente. Sono stati inoltre presenti altre figure di valida e lodevole esperienza, quali rappresentanti l’A.R.P.A, dell’Assessorato competente della Provincia Nissena, dell’Istituto Superiore di Sanità, il presidente dell’Ordine dei Geologi della Sicilia Dott. Geol. G. Graziano nonché personale della ENI S.p.A. e della Teseco S.p.A.. Tutti i docenti hanno illustrato con estrema professionalità sia l’attuale normativa che interventi effettuati realmente. In particolare, rimanendo nella nostra zona, l’ingegnere Vagliasindi, ha illustrato l’intervento già concluso di bonifica effettuato presso una discarica di rifiuti solidi urbani nonché le opere progettate per la tutela dell’ambiente nel Comune di Biancavilla. Difatti, nel comune anzidetto, sono state rinvenute delle falde di roccia contenente della fluoroedenite, ovvero una fibra simile all’amianto e che crea gli stessi sintomi. Al termine della lezione di venerdì 19 è stata effettuata una visita presso l’Azienda Sidercem di Caltanissetta, ove sono stati illustrati i criteri di analisi e campionamento sui vari materiali nonché i macchinari di ultima generazione per il monitoraggio dell’area contaminata. L’ultimo giorno del corso è stato sfruttato per effettuare delle visite nelle discariche di R.S.U. di c.da Cipollina a Gela e di c.da Purgatorio di Butera.
    Geom. Gianluca Iurato